domenica, 13 aprile 2008
aprile 13, 2008 23:51

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una giornata passata ai seggi.

devastante. da noi l'affluenza alle 22 era del 70%. bravi! così si fa.

il voto è segreto, non dirò per chi voto perché non si deve influenzare nessuno, eh.

cambiando discorso,

volete vedere una delle scene tratte da uno dei miei films preferiti in assoluto?

 

par condicio a tutti!!!
m
sabato, 12 aprile 2008
aprile 12, 2008 13:02

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non ho dormito molto, stanotte. sarà che non sono più abituata ad un letto così piccolo. ma la verità è che la mia testolina da 16 valvole continuava a tirare fuori idee e dialoghi e discorsi. ce l'ho. da oggi comincia l'ennesima avventura.

 

m

lunedì, 07 aprile 2008
aprile 07, 2008 16:16

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questo è un periodo molto reggae. ma molto per davvero.

sono solo ferma ai box, causa infortunio al piede...che ora non assomiglia più ad un salsicciotto, grazie a dio. ma qualche giorno di vacanza mi farà bene, che diamine!!! mica sono un supereroe, nonostante il mio fidanzato lo sostenga da ieri sera.

che bella serata, ieri. sarà stato che il film che abbiamo visto alla fine ci ha sciolti e fatto riflettere allo stesso tempo. ma è stata una serata bellissima. fatta di parole e baci e sguardi e vento e birra ottima e adesso voglio un cocktail, per dio!

venerdì sera non potevo nemmeno ballare, porca miseria. pazienza, tanto in programma ci sono un sacco di cose. oh yeah!

comunque, volevo dire due cose: io ti amo.

e quando mia sorella canta questa canzone, il pubblico si infervora. (ma giù le mani da mia sorella, chiaro?!?)

voglio ballare di nuovo con te sotto il palco.

 

m
sabato, 29 marzo 2008
marzo 29, 2008 14:56

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la musica. la vita. la dannazione.

le foto rubano l'anima, hanno ragione loro. e comunque non dovrebbero esserci solo quelle dove sorridi.

gli eccessi. per tutta la vita.

milady. roberto già lo sapeva. l'ho sempre detto che è un genio.

sono cambiato? dimmelo!

sei tu diversa? parlami!

sei sempre stata piccola...piccola

io ti perdevo e ti sentivo vincente, non c'è mai stato verso di cambiarti con niente come te...

m

sabato, 22 marzo 2008
marzo 22, 2008 14:57

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antefatto

luogo: la locanda

tempo: ieri sera

protagonisti: la cameriera (cioè io). i due rugbysti (cioè loro)

i due rugbysti sono appoggiati al davanzale della finestra che collega il bancone all'esterno. guardano con aria sorniona.

cameriera: dovete ordinare?

i due rugbysti: chi lo sa?

cameriera: ecco, intanto che ci pensate, passatemi quei due bicchieri vuoti su quel tavolo. (sorriso)

rugbysta uno (con bicchieri in mano): cosa ci dai in cambio?

cameriera: beh, un grazie!

rugbysta uno: facci vedere le tette!

cameriera: guarda, fai una cosa. rimetti i bicchieri dove stavano prima!

fatto

non so come, si è sparsa la voce a macchia d'olio. è partita una colletta per le mie tette!

avventore: una guinnes media!

rugbysta uno: aggiungi un euro, che ci fa vedere le tette!

rugbysta due: su, su, non fate i tirchi!!!

cameriera: fate la colletta almeno per una che può farvi vedere qualcosa di sostanzioso, santo dio!

rugbysti: a noi interessano le tue!

my god.

m

sabato, 15 marzo 2008
marzo 15, 2008 16:53

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ho urlato così tanto che non ho più la voce. quasi. abbiamo vinto. finalmente.

stasera sarà tosta. ma ho voglia di stare nella bolgia a correre come una matta su e giù dal bancone. giàggià.

dato che quasi sicuramente lunedì non scriverò, buon st patrick day a tutti!!! bevete finchè ne tenete giù!!!

stasera sarà un macello. io lo so.

amen.

m

sabato, 08 marzo 2008
marzo 08, 2008 14:15

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domenica è un giorno che non mi dimenticherò. il sole ha scaldato tutto, anche quando è tramontato ed eravamo in giro per la città.

passava un treno. ho detto: salgo o non salgo? salgo.

questa telefonata ha fatto salire la votazione della giornata da 5 a 8. grazie.

( -->risposta concisa)

grshgeftwuenxgtuffdl...

what?

sei belissima

(che certi americani quando pronunciano una l sola sono così fantastici!)

cristallizzare: la faccia di roby quando steevy si è spaccato un bicchiere di plastica in fronte e sembrava di vetro. mentre cri andava avanti a parlare come se niente fosse. del resto avrebbe continuato anche di fronte a rivoli di sangue.

stamattina mentre la caffettiera era sul fuoco invece che infilare la tazza del latte nel microonde l'ho messa su un altro fornello acceso. comincio a preoccuparmi.

m

sabato, 23 febbraio 2008
febbraio 23, 2008 13:51

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e poi all'improvviso ti viene dedicata una canzone da una persona speciale.

e nemmeno direttamente. tramite un'altra persona speciale. perché in quel momento tu non eri al pc.

e mi sono ricordata cosa vuol dire essere vicini anche quando fisicamente ci riusciamo un week end ogni 6 mesi, con previsioni ottimistiche. mi sono ricordata che se ti senti unita a qualcuno che vive e sente e pensa e respira e ama e accarezza e guarda e canta e parla e bacia e ride e piange nello stesso modo in cui lo fai tu, allora un sms non mandato o una telefonata non fatta o una notizia non mandata per troppo tempo, non acquistano un'importanza che non devono avere. nessuna connotazione sbagliata.

e questa canzone è stata sia un gessetto colorato  che un cancellino di quelli a girella.

  ha cancellato la sensazione orribile che mi aveva lasciato addosso la serata con d., che solo perchè torna da londra per due giorni e ha cambiato (apparentemente) vita per l'ennesima volta bisogna essere tutti sorridenti e pronti e scattanti. anche se non abbiamo un aereo da prendere il giorno dopo. chissenefrega se ci dobbiamo alzare alle 5 o alle 6 del mattino, per andare a guadagnarci quello che ci spetta. con una gran fatica, a volte. e chissenefrega, soprattutto, se per una volta sono io che mi sono fatta un po' da parte, perché credo che il diritto di pensare a noi stessi, ogni tanto, ce l'abbiamo tutti. no. in quel momento io divento quella che sparisce, capito. perché a me deve importare delle vaccate dell'intero universo, devo ascoltare tutto senza battere ciglio, trovare soluzioni a problemi (diciamocelo) spesso creati solo da menti distorte. ma poi a qualcuno importa di come posso stare io, che vivo da un'altra parte e che non basta più uscire e avere tutto lì, che mi sveglio alle 6 e mezza del mattino tutti i giorni e poi la sera sono stanca, che mi sono rimessa totalmente in gioco e sfiderei la maggior parte di loro a capire cosa vuol dire davvero?!? c'è qualcuno, cristosanto, che prova a vedere me come quella che una sera parla e racconta o sorride e basta, perché di cose da dire ce ne sarebbero eccome?!? è facile fare i ciechi, e i sordi, anche. basta tapparsi gli occhi e poi le orecchie. e ci si tappa anche il naso. la bocca no. spara cazzate e sentenze e stronzate a nastro. a quello serve.

 ha ridisegnato la serata a parma, che come due folli ci siamo messi in macchina alle sei del pomeriggio.

"e dove andate stasera?" "a fare un aperitivo a parma." "a parma?!?"

perché è lì che respiri l'amore e la gioia di vederti e di vivere e di cambiare le cose delle persone che anche se non le vedi e non le senti sono sempre loro e appena ci si vede non è cambiato niente. anzi, una cosa cambia. il bene diventa sempre più grande. come a roma. come quando prendevo un treno o un aereo. io non posso stare ferma. io mi spengo. e non ha senso.

invece poi mi ritrovo tra le lenzuola con l'uomo più bello del mondo che studia solo con le mani un certo regalo rosso che io ho addosso. e sparisce tutto il resto. resta solo qualcosa illuminato da due candele.

ieri sera ho lavorato con il sorriso. e mi sentivo bene. e mi sentivo bella. ed è stata una serata fantastica.

"dimmi"

"no, non devo ordinare. ti guardo, posso?"

"oh...certo"

era una persona gentile.

"ho un panino che mi avanza. lo vuoi?"

"no. non è che hai un numero di telefono tuo, che ti avanza?"

sorriso.

poi è passato chitarrista, con qualche amico mio. anche lui era gentile, ieri. sa quando calcare la mano e quando no. dalla gradazione di azzurro degli occhi, dice lui.

ora mi butto sotto la doccia. che oggi c'è una partita di rugby alle 16, e devo servire birre agli assetati. oltre che tifare, si intende.

dimenticavo. non parlerò del mio capo, qui. non si merita nemmeno una parola di troppo sul mio blog.

grazie, qwe. *****!

(gli amici che ho quelli che ho avuto prima la gente che so che mi è stata vicina...)

m

sabato, 16 febbraio 2008
febbraio 16, 2008 14:11

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David sapeva anche quale fosse la cosa veramente peggiore. Era il nulla. Quando non c'era nessuno a cui importasse qualcosa di ciò che ti capitava. Era il non appartenere a nessun luogo e a nessuna creatura. Ecco cosa c'era al primo posto nell'elenco delle cose veramente peggiori.

(T. L. Hayden)

m

sabato, 09 febbraio 2008
febbraio 09, 2008 13:39

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come ad esempio adesso.

che non so bene cosa scrivere. se poi qualcosa da scrivere c'è. mi piacerebbe lasciarvi una canzone. quella che quando la ascoltate vi viene da piangere e poi da ridere. e quando si ride di quelle lacrime versate, allora sì che si è guariti per davvero.

che ognuno, al mio tre, faccia partire la sua canzone. al massimo del volume. e se vi serve un fazzolettino, beh, eccolo qua.

non lasciatemeli pieni di moccio in giro, però.

siete pronti?

uno...due...TRE!

m
domenica, 03 febbraio 2008
febbraio 03, 2008 12:02

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I fixed a needle in a holder
Laid my hand upon your spine
And there upon your shoulder
I drew the picture as your sign
When I think about us
I see the picture that we made
The picture to remind us

True love will never fade

thank you, mark. and tim too.

m

venerdì, 01 febbraio 2008
febbraio 01, 2008 15:07

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La mia banda suona il rock
ed è un'eterna partenza
viaggia bene ad onde medie
e a modulazione di frequenza.

credo che sia una vera seccatura. poter scrivere così a singhiozzo. così mi tocca fare sempre un minestrone di colori e cose e sensazioni e invece io sono fatta in un altro modo. a me piace cristallizzare i momenti, perché quelli che lo meritano saranno sempre àncore,un posto dove andare quando voglio che sia tutto bello.

vabbè. andiamo per tappe. di necessità virtù.

buon compleanno

io ho creduto sul serio che stessero parlando di schede catastali. finchè non è partita "tanti auguri a te!" a singhiozzo e la cameriera ha spento la candela e poi è tornata e la candelina su quel dolce era per me, non per qualcuno che compiva gli anni la mia stessa sera. per me. avrei voluto vedere la mia faccia. non l'aveva mai fatto nessuno. per me. e meno male!

la capitale

è stato tutto. che termine scelgo? meraviglioso. sì, ci sta. e stacce! a partire dal bed&breakfast. fantastico. buco di sigaretta sul copriletto, psicopatica ad una finta reception e colazione col caffè delle macchinette a gettoni. water e bidet a ribaltina (!) e doccia senza box, alè, allaghiamo tutto!  il mio fidanzato è stato accolto con una scala. sì, perché se volevamo la luce in bagno, ce la cambiavamo noi, la lampadina. fantastico.

la festa è stata qualcosa di non descrivibile. qwe è sempre qwe. stronzo. ma di classe. grande musica, persone conosciute, risate, parole, bestemmie (minkia, ci siamo persi 72 volte!!!). è una serata che non te la puoi dimenticare. "ma sei venuta veramente!" "eccerto!!!" è tutto merito dell'uomo più bello del mondo, diciamolo. che mi ha fatto un regalo di compleanno che forse così bello non me lo meritavo.

roma è sempre roma. io e l'architetto ce la siamo girata di brutto, a piedi. i romani ci hanno dato dei folli, quando hanno saputo i giri che abbiamo fatto. trastevere. ma che tuffo al cuore! pranzato al rugantino. e poi c'è stato un sole pazzesco. merito di qwe e delle sue telefonate. cena più pranzo da orietta. qwe è stato più fortunato, niente torta di zucca, ma frappe portate da noi onde evitare. certe cose non cambiano proprio mai! io spenderei due parole anche per il tamarro che ascoltava i vecchi 883 in macchina a tutto volume. sto già attaccando a ridere. madonna.

la festa

giornata da ricordare. c'erano tutti. occasioni rare. ma quando ce la si fa, è sempre meraviglioso. architetto si è portato due amici, che poi ora conosco anche io. giornata lunga e intensa, tra pranzo, dopo pranzo, partite a stecca e birre finali. in giro da mezzogiorno all'una e mezza. di notte. vi lascio immaginare al lavoro il lunedì.

questo week end

grigio. solo questo. grigio. voglio tornare a casa mia. non voglio passare tutte queste ore in una specie di cappella fredda con mio nonno banco dentro una bara. è un mio limite, non vado d'accordo con queste cose. per me l'ultima volta che l'ho visto è quando era vivo. e straparlava, ma era vivo. a lui mica serve che stiamo lì a guardarlo, adesso. infatti non lo guardo. quello che c'è tra me e lui lo sappiamo noi. e mica devo dare spiegazioni a nessuno. piango quando non c'è nessuno, e allora? io sono così. quando morirò che nessuno si azzardi a mettermi dentro una bara alla mercè di tutti. bruciatemi. perché è quello che voglio io. grazie.

stasera uscirò, credo. con la mia ami e il suo ragazzo, credo. lei gioca, poi vedremo. ci sarà anche la mia sorellina. vorrei cambiare aria, in realtà.

avrei bisogno di.

ma tra poco mi tiro insieme di nuovo e vado a fare il mio dovere. verso alcuni vivi, intendo. lui se la starà ridendo, da qualche parte. non so dove. ma so che se la ride. perché é uguale a paul newman, ahahah.

ciao nonno.

m

sabato, 12 gennaio 2008
gennaio 12, 2008 15:02

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non vi siete liberati di me, mi dispiace deludervi. scrivo quando posso, e mi manca non potere praticamente mai.

cosa posso dire? buon anno. speriamo che lo sia per davvero. che possiamo realizzare almeno un sogno. un sognetto, che sarà mai?

sono stati giorni caldi. non parlando della temperatura, quella ci ha fatto stare belli freschi e tonici. ma mi sento piena, dentro, e non perchè mi sia abbuffata di cibi ipercalorici. ho mangiato sentimenti. ho ingoiato risate, serate scaldate dal vino, dai discorsi seri che a metà diventano non-sense. il mio stupopre perchè tra i suoi capelli i fiocchi di neve sono davvero a forma di stella, e sono uno spettacolo da lasciarmi sbalordita. la mattata di partire per torino. l'albergo da shining e la signora improbabile. mia sorella che canta su quel palco, mi viene da piangere. che bello essere lì. i chilometri per arrivare poi a udine. gli amici. mi sembra di essere a casa mia. il galletto si mangia con le mani, e le bucce delle arachidi si buttano per terra. insieme ai gusci. le lasagne che fanno schifo. a lui viene il nervoso. vedo tutti felici e sono felice anch'io. in autogril ci si ferma per un panino, una birra e poi. la sera, da bravi seguaci, aperitivo dalla pazza con due doppiomalto medie a testa. favoloso. mi sento bene. mi sento molto bene anche con me stessa. l'altra sera, dopo la palestra, siamo andati al ristorante cinese. poi a bere qualcosa. abbiamo parlato così tanto...chitarrista è tornato dall'altra parte del mondo. non me li aspettavo, invece mi ha portato i miei biscotti preferiti. insieme a dei bicchieri. abbiamo parlato tanto anche noi due, di cose differenti ma reali. ho spiegato al barista che è solo un amico. e oggi non ha superato quell'esame. porca miseria. chissà come sarà triste.

scrivere. devo scrivere. altrimenti esplodo, che poi è sempre meglio che implodere. ma è il momento giusto. sono troppo piena, dentro. la prima settimana coi bimbi è andata alla grande. avevo così voglia di abbracciarli, coccolarli, di giocare. di vedere i loro sorrisi e le loro espressioni buffe o imbronciate. i loro corpicini da sollevare. i loro occhi limpidi e innocenti. loro sì, che ci insegnano a vivere. se solo li sapessimo ascoltare, invece che zittirli.

ieri sera ero di nuovo dietro al bancone, e a girottare tra i tavoli. era dalla vigilia di natale che non succedeva. mi era mancato. non sapevo quanto, finchè non sono stata di nuovo lì. e poi lui mi guardava mentre io non lo sapevo. e ha pensato che ero bella. e mi si è allargato il cuore.

venerdì mattina partiamo per roma. a parte la festa di venerdì, che già sono emozionata. rivedrò i miei amici. e sarà tutto perfetto. se siete di roma, veniteci a quella festa. fatelo per fare una cosa buona, per voi e per dei bambini fantastici.

andate immediatamente su isagarth.splinder.com e prendete la decisione giusta!!!

va tutto bene, marta. va tutto benissimo.

m

sabato, 15 dicembre 2007
dicembre 15, 2007 15:16

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la cena è dalle sette in poi. fino alle otto.

ah.

è stato un week end di neve, termometro sotto zero, rifugi e strade ghiacciate. un week end di mal d'auto e di amore fermati se no vomito qui. di camminate col freddo tagliente, di sigarette sul balcone con fuori la magia. di scusi venedete costumi? a 1500 metri d'altezza, di sauna e bagno turco e idromassaggio. di coccole, baci, serate alcoliche ma mai troppo. di colazioni strappate e di the caldi al ruhm o alla vaniglia. di rifugi a duemilaedue, di vento e di guanti caldi. di mercatini, di gente, di fuocherello e faccia pure la foto più lontano che così non lo è abbastanza. e quella povera bimba...come era conciata, santo cielo.  dovevamo trasferirci là. io lo dicevo.

ieri sera camminavo veloce per la mia città, perchè avevamo finito la maionese al locale e mi sono fiondata nell'altro pub e l'avevano finita anche là. camminavo, in centro, e faceva freddo. mi sono accorta che mi manca. la mia città. camminarci da sola per andare da qualche parte dove mi aspettano. adesso è strano, non vivo in una città. io vivo in una via. camminare in centro è stato molto...non lo so, mi mancava. guardavo la mia ombra per terra, che mi seguiva fedele. mi piace camminare. anche senza che qualcuno mi stia aspettando da qualche parte. camminare pensando ad altro, perchè i luoghi intorno li conosco così bene che non c'è bisogno di guardare con attenzione.

ho fatto la torta più grande che potevo.

e infine...questa non posso perderla

 

credo che non smetterò mai di ridere...

m

giovedì, 06 dicembre 2007
dicembre 06, 2007 20:28

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allora.
poi scriverò di tutto e di più.
per adesso:

AUGURI ARCHITETTOOOOOOOOOOOOOOOOO!

domani si parte per il trentino!!! all'alba, ma ne vale la penaaaaaaaa!!!

stanotte è nata sofia. benvenuta nel mondo, piccola. che da dove stai tu fa anche un po' meno schifo del solito...bacetto e stropicciatina.

m
martedì, 20 novembre 2007
novembre 20, 2007 11:53

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siamo una spanna sopra tutto.

a parte che sono stufa di prendermi qualsiasi malattia abbiano quei piccoli bastardelli.

sabato è stata una serata ma-gni-fi-ca. a partite dalla mia risata irrefrenabile, al suono di quel "te lo compro, pirla!", che in quel contesto surreale e anche un po' paradossale, proprio non si poteva. stavo per soffocare.

al locale era tutto una botta e risposta, battute e risate. erano tutti felici (beh, quasi tutti), avete presente la felicità da amico ritrovato? io sì. e c'era una persona che mi ha detto che in mezzo alla gente brillo. e il modo in cui mi guardava non me lo scorderò mai.

gli uomini a volte hanno la sindrome di peter pan al momento giusto, e così cavalcano cavallucci a molla cadendo di qua e di là. "ma dai, hai anche un braccio rotto!" sibila una fidanzata, prendendo a calci il boyfriend per terra.

alle due il grido "tutti dalla pazzaaaaaaaaaaaa!" ha esaltato tutti (beh, quasi tutti) e siamo accorsi ansiosi. solo che il vino novello fa tirare il pisello ma evidentemente non fa tirare tardi, perchè la pazza non c'era e la tipa ci ha rimbalzati.

eh va beh, kebab. sono solo le tre, in fondo.

dal giorno dopo sono uno straccetto.

ma mica per i bagordi con la famiglia riunita, eh.

sono solo virus!

besitos, m

sabato, 17 novembre 2007
novembre 17, 2007 14:09

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a parte che pantofolaio ci sarai tu! (dedicato a the ghezz, eheheh.)

sono 2 settimane che non torno nella provincia alcolica, se non per lavorare. non potevo scrivere e avrei voluto farlo, invece.

come riassumere tutto adesso?

la nottata a lavorare, il dopo serata in quel posto dove non mettevo piede da almeno 3 anni...il brivido lungo la schiena, le stesse facce, le stesse vite rimaste lì congelate. ed io. avanti chilometri e chilometri. (va da se' che laura non crede, non crede più. passa il sale, chiacchiera, siede. e guarda giù) quando sono arrivata a casa erano quasi le sei. l'uomo più bello del mondo mi ha detto "buongiorno"...

i giorni frenetici all'asilo, i miei esseri umani in miniatura che ogni giorno crescono un po'.

il tempo che è sempre poco, o almeno così sembra.

chitarrista che l'ho visto anche ieri sera per una birra. e sono l'unica con cui parla così. va bene così, credo.

ieri pomeriggio abbiamo boicottato il lavoro, io e l'uomo più bello del mondo. siamo stati a letto. tutto il pomeriggio. non posso scrivere altro, siamo in fascia protetta...gh!

che altro dire? a presto. tornerò a scrivere tutti i giorni. è una minaccia, sìsì!!!

e per finire...

ridere ridere e ridere sempreeeeeeeeeee!!!

 

m

domenica, 21 ottobre 2007
ottobre 21, 2007 14:25

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è strano. continuo ad innamorarmi di te.

anche se a casa nostra di angoli così non ce ne sono, la serata e la cena sono stati perfetti. anche l'incontro con l'amico barman, inaspettato ma un po' saputo. perchè tu sei una strega. lo dico serenamente e consapevolmente. ma sei una strega. come quando c'è il caminetto acceso e fuori fa freddo.

hai detto la formula magica, uno uno uno. come lo sapevi?!?

poi la bronchite se n'è andata, ed ho ricominciato a farmi abbordare in palestra. a mia insaputa, come sempre. standing ovation per il novellino di fit box, una specie di canguro inferocito che mi ha fatta morire dal ridere.

la festa è andata piuttosto bene, direi. sono felice di aver abbracciato sergio. di averci riso e parlato. sergio...a quanti secoli fa appartiene la libreria, con tutto quello che c'è dentro?

non saprei. ma va bene così.

ieri è stata una giornata strana. a casa da sola, con tutto il tempo a disposizione per pulire e rassettare come piace a me. ma c'era qualcosa di fondo. io credo che mi mancavi. solo che poi ho aperto la porta in accappatoio e pantofole e tu mi hai abbracciata e mi hai dato un bacio tra il collo e la spalla. e non abbiamo parlato di niente. se non di me e di te. ma senza parlare. e tutto quello che è successo dopo, dal camper al folle che scappa da te, alla serata al locale durante la finale, da te che spunti con la maglia inglese (maledetto!) ai miei amici che gridano, da quella che mi chiede se il punch lo faccio io a quello che voleva il ghiaccio dentro il whisky, tutto passa in secondo piano.

perchè è un bel modo di tornare a casa.

m

sabato, 13 ottobre 2007
ottobre 13, 2007 14:02

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once upon a time in the west.

eccoci qua.

che fatica, ragazzi. dopo svariati giorni di tosse, asma, raffreddore, notti insonni e suffumigi a due (che risultano quantomeno ridicoli!) ci siamo decisi ad andare dal medico. antibiotico d'urgenza, ramanzina perché ci dovevo andare subito, e sguardo lungo sulle mie tette, come al solito. è prevedibile, il dottore.

con i bimbi tutto bene, sono uno spettacolo. e mi fanno riscoprire il mondo. hanno questo modo di arrivare con lo sguardo incredulo a mostrarti una scoperta appena fatta che metà ti squarti dalle risate e metà inizi a mangiarli di baci e solletico.

poi siamo andati in banca sfruttando il giorno di malattia (starcene a letto? mai!). in fondo dovevamo solo cointestare un conto. infatti cinzia, digitando su quei tastini che sembrava posseduta, non pareva in difficoltà. il casino è iniziato con concetta. come cazzo stesse dietro quella scrivania, non si sa. ma le risate, le risate da isteria e da disperazione...non ci scorderemo mai di te, concetta. soprattutto ti penseremo, inserendo quei codici che siamo certi siano errati.

di pomeriggio, poi, l'uomo più bello del mondo doveva lavorare, e dopo aver fatto il sugo di pomodoro fresco col basilico come una vera donnina...sono scesa dalla parrucchiera più fuori dell'universo, e mi sono fatta tagliare i capelli.

il mio fidanzato non mi ha parlato per un paio di giorni. ora si è abituato, ha metabolizzato la cosa, elaborato il lutto. e pare che io gli piaccia anche così.

ieri sera al locale è stata una cosa da non credere. non so nemmeno come posso essere qui a raccontarlo. l'irlandese era dalle 7 che era sbronzo e tenerlo a bada non è uno scherzo. però è simpatico. mi ha dato della sex bomb una volta. e continuava, poi, a chiamarmi fuck me eyes. fate voi.

oggi shopping. giri vari. nonno pazzo. e poi, finalmente, a casa dall'uomo più bello del mondo. ecco.

 

m

sabato, 06 ottobre 2007
ottobre 06, 2007 14:20

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Archiviato da malvina182 in:

per ora dirò solo che ho una bronchite da oscar.

m